Chiesa Madre

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La prima notizia che cita, in questo luogo, l’ esistenza di una Chiesa dedicata al Vescovo e Martire cartaginese Cipriano, risale alla prima metà dell’ XI secolo, all’ epoca in cui i territori di San Cipriano (solo dal 1862 Picentino) appartenevano ai Principi di Salerno. La Chiesa medioevale fu costruita sui ruderi di un’ antica villa rustica
romana (estesa tra gli scavi di via Pozzilli ed il sottosuolo) di cui furono riutilizzati numerosi materiali lapidei. Essa era completamente diversa da quella attuale. Le fonti documentarie riferiscono che era ad impianto basilicale con tre
navate, divise rispettivamente da un filare di sei colonne marmoree, terminante con tre absidi semicircolari.
A causa di terremoti, la Chiesa fu più volte ricostruita ed, in particolare, fu oggetto di una massiccia ricostruzione nel XVIII secolo. Terminata intorno al 1754, la nuova Chiesa assunse l’aspetto attuale: a navata unica con cappelle laterali, finto transetto con due cappelloni e il grande abside semicircolare (dove è ospitata la statua di San Cipriano Vescovo degli inizi XX secolo).Le tracce dei vari passaggi costruttivi sono ben visibili negli scavi archeologici al di sotto della cupola, al centro della chiesa, protetti da una struttura trasparente. Ris
algono agli anni ‘30 del XIX secolo gli stucchi e le decorazioni di ordine corinzio, le grandi paraste sormontate da capitelli lungo il transetto e nell’ abside, secondo il Progetto dell’Architetto Domenico Antonio Napoli e dell’Ing. Giuseppe Lista. I lavori di abbellimento furono eseguiti dai maestri stuccatori di Calvanico. Il patrimonio iconografico è costituito da numerose statue lignee databili tra il XVI e XVII secolo, posizionate nelle cappelle laterali della navata. In articolare,
vanno segnalate per fattura ed antichità la statua di San Rocco e della Madonna delle Grazie nelle cappelle a destra e quella di Sant’Antonio e di San Cipriano Vescovo nelle cappelle a sinistra. Nel transetto, invece, si aprono due
antichi cappelloni appartenenti anticamente uno alla Confraternita di Maria Santissima del Rosario a sinistra (con statua del sec. XVIII) e l’ altro all’ Università di San Cipriano (antico altare del Gonfalone) oggi dedicato al Cuore di Gesù (cartapesta leccese del XIX). Nelle edicole laterali è possibile ammirare tre tele dipinte nella seconda metà del XVIII secolo dipinte da Michele Ricciardi, commissionati dal parroco dell’epoca Gennaro Vernieri. Le tele raffigurano Sant’Ignazio, San Lorenzo ed altri Santi sulla destra, La Madonna del Carmelo tra i Santi Elia Profeta San Simone Stock, e la Vergine Maria tra i Santi, sulla sinistra. Sull’altare maggiore, inoltre, sono conservate due grandi tele dipinte del XVII secolo raffiguranti San Michele Arcangelo (a sinistra) e San Cipriano e San Giovanni (a destra).